Il caffè non è tutto uguale: la varietà dei chicchi, il metodo di tostatura e la freschezza fanno una differenza enorme per la nostra salute. L'espresso è un potente antiossidante ricco di polifenoli; l'arabica ha meno caffeina ma più lipidi e zuccheri, mentre la robusta offre più acido clorogenico. La tostatura artigianale a tamburo preserva meglio i composti benefici rispetto a quella industriale. Il consumo ottimale è di 3-5 tazzine al giorno (max 400mg di caffeina). Per massimizzare i benefici: chicchi interi, tostatura artigianale, consumo entro 4-6 settimane dalla tostatura.
Tra le migliaia di tazzine che beviamo ogni anno, quante volte ci siamo chiesti se stiamo davvero facendo una scelta salutare? Il caffè non è tutto uguale: la varietà dei chicchi, il metodo di tostatura e la freschezza fanno una differenza enorme per la nostra salute. Vediamo cosa dice la scienza e come riconoscere un espresso che fa bene.Il caffè fa davvero bene alla salute?
Sì, e i numeri lo confermano. Uno studio dell'Università Federico II di Napoli ha dimostrato che
l'espresso è un potente antiossidante e antinfiammatorio, con una concentrazione di polifenoli che arriva al 66-71% nella forma di
acidi caffeilchinici. Parliamo di molecole che contrastano lo stress ossidativo nelle cellule.
Secondo l'
Istituto Superiore di Sanità, il caffè contiene acido clorogenico, un polifenolo dall'attività antiossidante che durante la tostatura si trasforma in acido caffeico, facilmente assorbibile dall'intestino. Questa trasformazione avviene proprio grazie al calore.
Gli studi più recenti collegano il consumo moderato di caffè a una riduzione del rischio di diabete tipo 2, protezione del fegato da cirrosi e tumori, e benefici cardiovascolari. Una ricerca presentata al Congresso della Società Europea di Cardiologia
ha seguito oltre 468.000 persone per 10-15 anni: chi beveva 3 tazzine al giorno mostrava un
rischio inferiore del 21% di ictus.
Arabica o robusta: quale fa meglio?
Dipende da cosa cerchi. Non esiste una risposta univoca, ma dati precisi sì.
Caffeina e composizione chimica
L'arabica contiene
1-1,5% di caffeina, la robusta arriva al 2-3%. Se hai sensibilità alla caffeina o bevi caffè nel pomeriggio, l'arabica è la scelta migliore. Per chi cerca energia al mattino, una miscela con robusta funziona meglio.
Ma la caffeina è solo una parte della storia. L'arabica ha il 60% in più di lipidi e quasi il doppio degli zuccheri rispetto alla robusta. Questo la rende più dolce, morbida, con note fruttate. La robusta, invece, porta corpo, crema densa e note di cioccolato fondente.
Per un espresso equilibrato, molte torrefazioni artigianali come Caffè Roen combinano il meglio di entrambe: aromaticità dell'arabica e cremosità della robusta (
miscela Extra Bar - 80% arabica, 20% robusta). Chi preferisce delicatezza pura può optare per un
100% Arabica Gourmet.
Antiossidanti: chi vince?
Sorpresa: la robusta contiene più acido clorogenico (7-10%) rispetto all'arabica (5,5-8%). Tecnicamente, la robusta offre una maggiore concentrazione di questo antiossidante. Tuttavia, il gusto più amaro e astringente della robusta pura la rende meno piacevole per i nostri palati, abituati all'espresso tradizionale.
La tostatura che preserva i benefici
Ecco dove la questione si fa interessante. La tostatura industriale veloce raggiunge temperature altissime in pochi minuti, bruciando parte degli antiossidanti. La
tostatura artigianale a tamburo a bassa temperatura, invece, sviluppa gli aromi lentamente rispettando i chicchi.
Durante questo processo controllato, l'acido clorogenico si trasforma parzialmente in acido caffeico, mantenendo le proprietà antiossidanti ma rendendole più biodisponibili. È un po' come cuocere le verdure a vapore invece che bollirle: il risultato è più nutriente.
Le torrefazioni artigianali che usano tostatrici a tamburo, come
Caffè Roen, possono tarare temperatura e tempi su ogni singola partita di caffè. Il torrefattore esperto riconosce il momento giusto osservando colore, profumo e comportamento dei chicchi.
Chicchi interi vs caffè macinato: cosa dice la scienza
I chicchi interi vincono a mani basse. Il caffè macinato si ossida rapidamente: gli aromi volatili evaporano e gli antiossidanti si degradano a contatto con l'aria. È lo stesso principio delle spezie: il pepe in grani mantiene il profumo molto più a lungo di quello già macinato.
Uno studio sulla conservazione del caffè ha dimostrato che la freschezza ottimale si mantiene per
2-3 settimane dalla tostatura nei chicchi interi (se conservati correttamente), mentre il macinato perde buona parte delle proprietà in pochi giorni. Chi vuole massimizzare i benefici macina al momento e conserva i chicchi in contenitori ermetici lontano da luce e calore.
Espresso italiano: il metodo più salutare?
L'espresso ha una caratteristica unica: estrae
la maggiore concentrazione di polifenoli in minor tempo.
Estrazione e concentrazione di antiossidanti
Uno
studio dell'Università Federico II di Napoli pubblicato su
Antioxidants ha analizzato espresso, americano e caffè solubile: l'espresso conteneva la maggiore quantità di acidi caffeilchinici (66-71% dei polifenoli totali). La pressione della macchina e il tempo di contatto breve permettono un'estrazione efficace senza estrarre troppi composti amari.
Attenzione al caffè non filtrato
Una ricerca norvegese su oltre 500.000 persone seguiti per 20 anni ha evidenziato un dato: il caffè non filtrato (come quello bollito alla turca) contiene cafestolo e kahweol, sostanze oleose che possono aumentare il colesterolo LDL. Il caffè filtro trattiene queste molecole grazie al filtro di carta.
L'espresso si posiziona a metà: estrae meno cafestolo rispetto al caffè bollito, ma più del filtrato. Per chi ha il colesterolo alto, meglio limitarsi a 3 tazzine al giorno.
Quanti caffè al giorno per massimizzare i benefici?
L'
Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare indica
400mg di caffeina al giorno come limite sicuro per adulti
sani. Tradotto: 3-5 tazzine di espresso, a seconda della miscela.
Un espresso da bar contiene 50-80mg di caffeina se preparato con arabica, fino a 120mg con robusta. Una moka casalinga va dagli 80 ai 100mg. Chi beve
Gran Bar (40% arabica, 60% robusta) dovrebbe fermarsi a 3 tazzine, mentre con un 100% arabica può arrivare a 4-5.
Le donne in gravidanza dovrebbero dimezzare: massimo 200mg al giorno, cioè 2 tazzine. Chi soffre di ansia, insonnia o reflusso gastrico dovrebbe valutare con il medico.
Come riconoscere un caffè di qualità e salutare
Certificazioni e origine
I premi internazionali non sono solo medaglie da appendere. Il
Superior Taste Award dell'International Taste Institute valuta con una giuria di chef e sommelier professionisti. Il
Crystal Taste Award viene assegnato solo a prodotti che vincono tre stelle per tre anni consecutivi.
Caffè Roen ha ottenuto questi riconoscimenti più volte:
Extra Bar tre stelle nel 2023, 2024 e 2025, confermando la qualità costante della tostatura artigianale. Sono certificazioni che garantiscono l'eccellenza organolettica, che spesso coincide con la preservazione dei composti benefici.
La freschezza conta
Un caffè tostato 6 mesi fa ha perso gran parte degli antiossidanti, anche se conservato sottovuoto. Cerca sempre la
data di tostatura in etichetta, non solo la scadenza. Il caffè artigianale andrebbe consumato entro 4-6 settimane dalla tostatura per godere appieno di aromi e proprietà.
Le
torrefazioni artigianali che confezionano entro 24 ore dalla tostatura, come fa Caffè Roen, garantiscono un prodotto freschissimo. Il sottovuoto con valvola di degasaggio permette al caffè di "respirare" senza ossidarsi.
La scelta giusta per il tuo espresso salutare
Un caffè salutare combina materia prima selezionata, tostatura rispettosa e freschezza. Scegli
chicchi interi di arabica o miscele equilibrate, tostati artigianalmente, consumati entro poche settimane. Bevine 3-4 tazzine al giorno, preferibilmente come espresso, e il tuo corpo ti ringrazierà.
Le
miscele Caffè Roen, tostate lentamente a tamburo e confezionate fresche, rispondono a tutti questi criteri. Dal delicato Arabica Gourmet al cremoso Gran Bar,
ogni tazzina diventa un gesto di benessere quotidiano.